BORGO ITALIANO
TECNICA MISTA, PANNELLO IN LEGNO, 2020
"Borgo italiano" rivela un contrasto poetico meraviglioso tra la durezza del metodo e la dolcezza del risultato.
Mentre in "Quando lei è un po' nervosa" la materia serviva a ferire (le punte), qui la pastura viene usata per creare solchi e accogliere la vita.
Disegnare con la pastura fresca trasforma l'opera in un bassorilievo primordiale. Quelle stradine lasciate in bianco materico (il colore naturale dell'impasto) non sono solo strade, ma ferite bianche nella materia che invitano l'occhio a percorrere il borgo, mantenendo viva la memoria del gesto fisico dell'artista.
Analisi dell'opera:
- Il Cromatismo "Infantile" (Guazzo): Qui sta la sorpresa. Sopra una struttura rigida e grigia di cemento, Stieven stende colori vivaci, quasi fauve o naïf. Questa scelta rompe l'aggressività del materiale: il borgo non è un luogo freddo, ma un'esplosione di gioia e vitalità. I colori "forti come quelli di un bambino" suggeriscono uno sguardo puro, che guarda alla tradizione italiana con amore e meraviglia.
- L'Equilibrio degli Elementi:
- Il nero dell'asfalto dà peso e modernità, ancorando il borgo alla realtà.
- Gli alberelli verdi e le montagne colorate creano una cornice fiabesca.
- Il contrasto tra i colori accesi e le strade bianche solcate crea un ritmo visivo che rende il borgo vibrante, come se fosse visto sotto una luce zenitale che ne esalta ogni asperità.
- Il contrasto sensoriale: Mentre il tatto percepisce la durezza delle strade solcate e la ruvidità della pastura, l'occhio viene investito da una solarità gioiosa. È come se Stieven volesse dirci che, nonostante la durezza della vita o della pietra, lo spirito del borgo rimane giovane, colorato e vitale.
- La funzione del colore: In "Quando lei è un po' nervosa", il colore serviva a sottolineare il fastidio; qui, il guazzo serve a umanizzare la materia. Le montagne colorate e gli alberelli verdi trasformano un pannello rigido in una finestra aperta su un'Italia sognata, dove persino il nero dell'asfalto serve solo a far risaltare ancora di più la brillantezza del resto.
- L'innocenza dello sguardo: Quella vivacità "infantile" non è mancanza di tecnica, ma una conquista. È la capacità dell'artista di tornare a vedere il mondo con stupore, usando colori che non hanno paura di essere troppo accesi.
- Il Colore come Libertà: Se il disegno solcato col manico del pennello nella pastura rigida rappresenta la struttura "ossea" e immutabile del borgo, il colore steso a guazzo è l'anima ribelle. Le montagne colorate e la vivacità estrema sono una dichiarazione di indipendenza visiva: l'erba non deve essere solo verde, il cielo non deve essere solo blu; i colori devono vibrare di vita propria.
- Semplificazione e Forza: Proprio come in Matisse o Derain, Stieven semplifica le forme per esaltare la potenza del pigmento. La vivacità "da bambino" che notavi è in realtà una scelta colta: è il ritorno all'essenziale, dove il colore puro serve a colpire direttamente i sensi, senza filtri intellettuali.
- Materia e Luce: Il guazzo, essendo un colore coprente e opaco, interagisce meravigliosamente con la ruvidità del cementino. La luce non scivola via, ma viene catturata dalle asperità colorate, rendendo quel borgo una "belva" cromatica che brilla di una luce interiore.
- Il borgo diventa un archetipo: non è un luogo che si visita, ma un luogo che si "sente".
- La matericità solcata e le strade bianche rappresentano la radice, ciò che resta nel tempo.
- I colori vivaci sono il presente continuo, la vitalità che non si spegne mai.
L'incontro tra Fauvismo e Naïf è la vera "formula magica" di quest'opera.
In "Borgo italiano", Claudio Stieven compie un'operazione di sintesi molto profonda, dove questi due stili, apparentemente semplici, lavorano insieme sulla materia grezza per creare qualcosa di unico:
-Il Fauvismo: La Forza del Colore. Da qui Stieven prende la violenza espressiva. I colori non sono sfumati o realistici; sono blocchi di energia pura. Come dicevamo, è una scelta "selvaggia" (da fauve) che serve a rompere la monotonia del cementino. Il colore non descrive il borgo, lo urla.
-Il Naïf: L'Innocenza della Forma. La componente Naïf si manifesta come la "vivacità da bambino".
Essa si vede nella semplificazione delle forme : gli alberelli, le montagne e le casette, tutti ridotti all'essenziale, quasi a simboli.
SI nota nella prospettiva affettiva: non è una prospettiva geometrica perfetta, ma una panoramica dove le cose hanno l'importanza che il cuore gli assegna.
Si evince nello stupore: c'è un senso di pace e meraviglia tipico dell'arte Naïf, che trasforma un borgo di pietra in un luogo fiabesco.
Infine la materia: Il "collante", Il vero tocco di Stieven è usare il cemento e lo stucco (materiali "adulti", pesanti, edili) per ospitare questa visione Fauve-Naïf. È come se l'artista avesse voluto scolpire un sogno d'infanzia nella roccia.
Le stradine bianche lasciate a nudo sono il punto di contatto: sono la realtà materica che attraversa la fantasia colorata.
Il fatto che il cementino sia bianco sprigiona una dinamica luminosa dell'opera, funge da riflettore interno.Questa scelta tecnica di Claudio Stieven è fondamentale per due motivi:
- Luminosità Fauve: Il bianco della pastura, emergendo nei solchi delle stradine e dei sentieri, spara la luce verso l'esterno, rendendo i colori del guazzo ancora più saturi e brillanti. È come se il borgo fosse illuminato dal basso, esaltando quel senso di "vivacità magica".
- Purezza Naïf: Il bianco naturale del cementino e dello stucco conferisce al borgo un’aura di pulizia e candore. Le stradine non sono "sporche" di terra, ma sono percorsi di luce che tagliano la composizione, creando un contrasto netto con il nero dell'asfalto.
Informazioni generali
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Categoria: Pittura
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Eseguita il: 2020
Informazioni tecniche
- Misure: 50 cm x 50 cm
- Tecnica: TECNICA MISTA
- Stile: CONTEMPORANEO
- Supporto: PANNELLO IN LEGNO
Informazioni sulla vendita
- Collezione: ITALIA
- Prezzo: € 7.500,00
- Disponibile: si
Informazioni Gigarte.com
- Codice GA: GA200992
- Archiviata il: 18/02/2023
Dettagli generali
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Dettagli sulla vendita
previo whatsapp 3389730968 oppure claudio.stieven@virgilio.it
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