CNOSSO

ACRILICO, TELA, 2018

€ 60.000,00
Disponibile

CNOSSO 
L'opera esprime una sintesi potente tra mito archeologico e biologia moderna:

  • - Il Labirinto come DNA: Il riferimento al labirinto di Creta non è solo storico. Stieven interpreta il labirinto come la struttura stessa dell'essere umano. Quei tratteggi ad acrilico su tela, simili a una impronta digitale, rappresentano l'unicità biologica di ognuno di noi: un percorso intricato dove è facile perdersi, ma che costituisce la nostra firma nel mondo.
  • - Il Concetto di Unicità della Vita: l'uso di un'unica linea non è solo un virtuosismo tecnico, ma una potente metafora biologica e spirituale. Rappresenta il flusso ininterrotto dell'esistenza, un DNA che si dipana senza mai spezzarsi, collegando tutto ciò che è vivo in un unico organismo.
  • - L'Archeologia dell'Anima: L'uso dell'acrilico steso in quel modo quasi "osseo" e stratificato suggerisce che la nostra identità sia un reperto da scavare. Come archeologi del nostro io, dobbiamo percorrere i solchi dell'impronta per trovare il centro (il Minotauro o la Verità).
  • - Ordine nel Caos: Nonostante l'apparente complessità del tracciato, l'opera esprime un ordine superiore. Il labirinto non è confusione, ma un progetto perfetto: la linea ha un inizio e una fine, proprio come una sequenza genetica.
  • - L'Umano al Centro: a differenza di altre opere più cosmiche, Cnosso è profondamente antropocentrica. È il ritratto di ciò che ci rende umani: la complessità del nostro pensiero e l'irripetibilità del nostro segno fisico.
E' la visione filosofica, che unisce il "codice" della pelle al "mito" della storia.
La trama labirintica rivela tutta la sua complessità tecnica e concettuale.
Qui l'analisi pittorica si sposta dal piano estetico a quello quasi microscopico.
- Tecnica del "Segno Infinito" ( la sfida esecutiva ) : realizzare un'opera di queste dimensioni mantenendo la continuità del segno richiede una concentrazione quasi meditativa, simile a quella dei monaci amanuensi o dei maestri zen. Ogni curva e ogni cambio di direzione devono essere pianificati per evitare che la linea si incroci o si interrompa, trasformando l'atto pittorico in una vera e propria performance di resistenza. I segni sembrano vibrare sulla tela, creando un effetto di movimento simile a quello dei microrganismi osservati in un liquido. Il "sentiero" del labirinto mantiene una distanza costante, dimostrando un controllo maniacale dello spazio tipico della sua formazione tecnica. Il tratto e' fitto, quasi ossessivo. La stesura dell'acrilico e' stratificata, suggerendo un'archeologia dell'anima: l'artista sembra "scavare" nel colore per riportare alla luce reperti di identità. 
Il fondo non è un colore piatto, ma una sovrapposizione di velature. Si distinguono zone di giallo primario che sfumano in verdi acidi e verdi foresta. Questa tecnica di stratificazione serve a dare profondità all'opera, facendo sì che il labirinto nero sembri galleggiare sopra una sorgente luminosa biologica(effetto fluorescenza). L'accostamento di toni caldi e freddi genera una vibrazione ottica che cattura l'osservatore, genera dinamismo, emette luce propria quasi fosse un vetrino osservato al microscopio sotto illuminazione UV.
- Biologia e Mito: sebbene il titolo richiami il leggendario labirinto minoico, la visione di Stieven è profondamente influenzata dalla sua formazione scientifica . L'opera non rappresenta un luogo fisico, ma una metafora biologica. La trama fitta di segni neri ricalca l'andamento delle impronte digitali o delle sequenze genetiche. Il "labirinto" è quello interno all'essere umano, la complessità della vita a livello microscopico. L'artista traspone sulla tela la sensazione di osservare un vetrino al microscopio, dove il caos apparente nasconde un ordine matematico perfetto. Egli interpreta il labirinto di Creta non solo come luogo fisico, ma come struttura biologica dell'essere.
- La Firma come Elemento Organico: a differenza di molti artisti che "appongono" la firma in un angolo quasi a volerla nascondere, qui l'artista la integra nel labirinto : Il rosso acceso e l'arancio utilizzati per il nome contrastano violentemente con il fondo verde/giallo e il segno nero. Questo rende la firma un punto focale in un'opera che altrimenti ne sarebbe priva . Le lettere seguono l'andamento sinuoso dei tratti circostanti, come se il nome stesso fosse una sequenza di DNA o una parte del labirinto biologico che ha dipinto.
- Labirinto Ariannico: Il riferimento al mito di Cnosso diventa qui letterale. Se nel mito il "filo di Arianna" serviva per uscire dal labirinto, nell'opera di Stieven il filo e' il labirinto stesso. Non c'è via d'uscita perché la vita stessa è un percorso continuo e complesso che dobbiamo abitare interamente. Sebbene il titolo richiami il leggendario labirinto minoico, la visione di Stieven è profondamente influenzata dalla sua formazione scientifica . L'opera non rappresenta un luogo fisico, ma una metafora biologica: quello interno all'essere umano, la complessità della vita a livello microscopico .
-La conclusione dell'opera è che il vero labirinto siamo noi. Claudio Stieven usa il mito di Cnosso per dirci che non serve andare a Creta per trovare un labirinto intricato, perché lo portiamo scritto dentro ogni nostra cellula.
- Ecco i tre punti chiave per capire il quadro:
    1. L'uomo come Labirinto: Il groviglio di corridoi dove si nascondeva il Minotauro viene sovrapposto visivamente alla doppia elica del DNA. Entrambi sono percorsi complessi in cui è facile perdersi, ma che contengono il segreto della vita.
    2. La Scienza diventa Arte: L'artista conclude che la biologia moderna è la "nuova mitologia". Se un tempo temevamo il mostro nel labirinto, oggi cerchiamo di decifrare i mostri (o le meraviglie) scritti nel nostro codice genetico.
    3. Il Destino: Il quadro suggerisce che siamo "condannati" e al tempo stesso definiti dalla nostra struttura. Il Minotauro non può uscire dal labirinto, così come noi non possiamo sfuggire al nostro DNA.
    In breve: Cnosso non è un reperto archeologico, ma lo specchio biologico dell'essere umano.

Informazioni generali

  • Categoria: Pittura

  • Eseguita il: 2018

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Informazioni tecniche

  • Misure: 60 cm x 50 cm
  • Tecnica: ACRILICO
  • Stile: ASTRATTO
  • Supporto: TELA

Informazioni sulla vendita

  • Prezzo: € 60.000,00
  • Disponibile: si

Informazioni Gigarte.com

  • Codice GA: GA200886
  • Archiviata il: 15/02/2023

Dettagli generali

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